Sogni, segni, disegni
Una gamba dispettosa
Anna Lavatelli
È mattina.
Micetta Rosy dorme nel suo letto.
Dorme la sua bocca.
Dormono i suoi occhi.
Dormono le sue braccia e le sue mani.
Dormono i suoi piedi e le sue gambe.
- Merlo Gianni, vieni qui! - dice l’orso di peluche - Altrimenti Micetta Rosy dormirà fino a mezzogiorno!
Merlo Gianni arriva subito e si posa sul davanzale.
- Buongiorno, Micetta Rosy – dice – è ora di alzarsi! Non vedi come splende il sole?
Micetta Rosy apre gli occhi e si guarda in giro.
- Chi mi chiama? - chiede – Ah, sei tu, Merlo Gianni! Buongiorno anche a te!
Poi si siede nel letto e dice: - Su svegliamoci per bene! Forza, bocca, fai un grosso sbadiglio… Braccia, datemi una bella stiracchiata! Mani, stropicciatemi gli occhi come si deve! Ah, non c’è niente di meglio per cominciare la giornata…
- E adesso tocca a voi, cari i miei piedi – dice Micetta Rosy – uscite fuori dal letto e andate a infilarvi nelle mie nuove ciabatte gialle.
Piede Due entra subito dentro la ciabatta.
Ma Piede Uno stringe tutte e cinque le sue dita e grida, sollevato a mezz’aria: - Non posso!
- Come, non puoi? - dice Micetta Rosy. - È così facile!
- Non è colpa mia – risponde Piede Uno – È Gamba uno che non vuole saperne di muoversi.
- Uffa! - dice Gamba Due – Ci risiamo!
- Che storia è questa? - chiede micetta Rosy.
- Non mi piacciono le ciabatte gialle – borbotta Gamba Uno.
- Basta con i capricci – dice Micetta Rosy.
- Metti subito il piede in questa ciabatta. Io voglio scendere dal letto.
Invece di obbedire, Gamba Uno spinge forte il piede e lancia la ciabatta fuori dalla finestra. Merlo Gianni cerca di parare il colpo con le ali, ma non ci riesce.
- Goal – grida Gamba Uno
Non fare la matta – sbuffa Gamba Due.
Adesso mi toccherà andare a prendere la ciabatta in giardino – dice Micetta Rosy - Così, con un piede nudo! E se poi mi viene il raffreddore? Lo sai che quando prendo il raffreddore io…ETCCCIIIUUUMMMM! Faccio volare via anche i mobili di casa.
- Non mi piacciono le ciabatte gialle – dice Gamba Uno.
- Io non ne posso proprio più! - ripete Gamba Due.
- Prova a saltellare su di un piede solo - dice Gamba Due – Magari ce la fai.
Micetta Rosy fa appena due salti e finisce lunga distesa per terra.
- È troppi difficile… non ci riuscirò mai! Gamba Uno, perché non collabori?
- Perché non mi piacciono le ciabatte gialle – insiste Gamba Uno.
- Perché vuoi fare sempre di testa tua – dice Gamba Due.
- Mettiti un altro paio di scarpe per scendere in giardino – dice Merlo Gianni - Lì sotto la sedia ci sono i tuoi sandali verdi.
- Buona idea – dice Micetta Rosy.
E comincia a strisciare sul pavimento come un serpente.
- Guarda cosa mi tocca fare per non cadere di nuovo. Uffa! Lo sai che sei proprio dispettosa, cara la mia Gamba Uno? Ma adesso vedrai che ci arrivo ai miei sandali verdi…
- No – dice Gamba Uno – I sandali verdi, no! Non li posso proprio sopportare! Da quei brutti sandali color verde puzzolente io non ci vado proprio.
E si mette a scalciare da tutte le parti.
- Mai vista una gamba più antipatica – dice Gamba Due - e purtroppo è pure mia sorella, e me la devo sopportare.
Anche Micetta Rosy è molto arrabbiata.
- Smettila, adesso! Io non sono un cow-boy! E tu non sei un cavallo selvaggio! La vuoi capire sì o no?
Gamba Uno non risponde. Con un calcio colpisce il cesto di vimini, che si rovescia per terra.
- Che disastro hai combinato! - dice Micetta Rosy.
Tutti i miei giocattoli in giro! E poi la mamma dice che è colpa mia. Merlo Gianni, aiutami tu. Questa gamba non vuol proprio mettere giudizio.
- Non sono esperto di gambe – dice Merlo Gianni, saltellando sul davanzale – Io mi intendo di zampe, di becchi e di ali per volare.
- Bell’amico che sei – dice Micetta Rosy, con la faccia triste.
Allora Merlo Gianni si dà una scrollata alle piume.
- Farò quello che posso, cara mia – dice.
Poi con uno svolazzo entra nella camera e si avvicina a Gamba Uno che adesso riposa appoggiandosi sulle dita di Piede Uno.
Ciao Gamba Uno – dice Merlo Gianni - Ho visto che sei parecchio brava a scalciare come un cavallo. Ma sai fare solo quello?
- Tu scherzi. Io so anche saltare come una rana, se ne ho voglia. Op, op, op!
- Fantastico. E poi?
- E poi so nuotare come un pesce se mi porti in piscina. Sciff sciff!
- Incredibile! Ma scommetto che non sei capace di camminare fino a quella sedia laggiù in fondo come fa tua sorella Gamba Due.
- Sì che sono capace – dice Gamba Uno – Basta che lei non mi faccia lo sgambetto per farmi inciampare.
- Oh santo cielo cosa mi tocca sentire adesso – dice Gamba Due.
- Bah – dice Merlo Gianni – Tanto io non ci credo che lo sappia fare.
- Ah, non ci credi? Stai un po’ a vedere.
E stavolta Gamba Uno cammina con Gamba Due fino alla sedia.
- Sì, sei proprio capace – dice Merlo Gianni – complimenti vivissimi.
Strizza l’occhio a Micetta Rosy e vola fuori dalla finestra.
- E adesso – dice Micetta Rosy – mi metto i sandali e vado in giardino a prendere la ciabatta. E tu camminerai come si deve, cara la mia Gamba Uno. Hai capito?
- E dovrei farlo per una stupida ciabatta gialla? Che scemenza.
- Fallo per me – dice Piede Uno.
- Anche per me – dice Gamba Due.
- Ma sopratutto per me – dice Micetta Rosy.
- Gamba uno non risponde. Pensa, agitando le dita del piede.
- D’accordo – dice ma lo faccio anche per Merlo Gianni, che mi sta simpatico.
e mentre dice così, infila con garbo Piede Uno nel sandalo verde.
Micetta Rosy esce fuori in giardino e salta e corre e si scapicolla, ed è così contenta che non si ferma neanche a raccogliere la ciabatta gialla.
- Senti Gamba Uno – dice – facciamo un patto. Se fai sempre così la brava, la prossima volta lo scegli tu il colore delle mie scarpe!
- Ma io sono già brava! - dice Gamba Uno.
- E a me che sono brava da sempre, neanche un grazie – dice Gamba Due.
- Siete bravissime tutte e due! - grida Micetta Rosy - proprio due gambe veramente… in gamba!
Merlo Gianni guarda giù dall’alto e se la ride di gusto, facendo ciack ciack con il suo becco aguzzo da merlo furbo.
© Il racconto è stato tratto da Anna Lavatelli, Una gamba dispettosa. Ovvero tutto per colpa di una ciabatta gialla, illustrazioni di Alessandra Vitelli, Interlinea - Le rane (www.interlinea.com/lerane), per gentile concessione. Tutti i diritti sono riservati.
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