Come funzionano i riposi e i permessi retribuiti?

Le agevolazioni descritte in questo capitolo si aggiungono a quelle previste per tutti i genitori. Spettano anche ai genitori affidatari o adottivi, ma vengono concesse nel caso in cui al bambino sia stato riconosciuto l’handicap con connotazione di gravità e il genitore sia un lavoratore dipendente.

Le norme di riferimento sono la Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (L. 104/92 – artt. 33 e 35) e il Testo Unico in materia di tutela della maternità e della paternità (D. Lgs 151/2001 – artt. 33 e 42).

Prolungamento del congedo parentale

I genitori di figlio riconosciuto in situazione di handicap con gravità hanno diritto, entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo, comprensivo dei periodi di congedo parentale riconosciuti a tutti i genitori, (D.Lgs 151/01, art. 32), non superiore a tre anni, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore.

Il congedo può essere fruito anche su base oraria, “in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.”

 

Riposo giornaliero

In alternativa al prolungamento del congedo parentale, fino al compimento del terzo anno di vita del bambino i genitori hanno diritto a un riposo giornaliero retribuito di due ore (1 ora se la giornata lavorativa è inferiore alle 6 ore). In caso di parto gemellare, ai genitori di gemelli con disabilità grave i riposi orari devono essere riconosciuti in misura doppia (4 ore al giorno)

Tre giorni al mese di permesso retribuito

In alternativa alle misure precedenti, i genitori hanno diritto a tre giorni al mese, non cumulabili da un mese all’altro (ovvero il tetto è di tre giorni per mese); i giorni possono essere distribuiti fra madre e padre (per es. 2 giorni la madre e un solo giorno il padre). I tre giorni al mese possono essere riconosciuti per più di un figlio se è dimostrabile che non sono sufficienti a occuparsi adeguatamente di entrambi.

In caso di part time (verticale oppure orizzontale) i permessi risultano proporzionati alle ore effettivamente lavorate. Se il part time è orizzontale, o lavorate un certo numero di mesi all’anno, non cambia nulla nella fruizione dei tre giorni mensili: il calcolo infatti rispecchia quello per le ferie.

Turni di lavoro articolati a cavallo di due giorni solari e/o durante giornate festive (Messaggio INPS 3114/2018). Per “lavoro a turni” si intende ogni forma di organizzazione dell’orario di lavoro, diversa dal normale “lavoro giornaliero”, in cui l’orario operativo dell’azienda può andare a coprire l’intero arco delle 24 ore e la totalità dei giorni settimanali. Tale modalità organizzativa, pertanto, può comprendere anche il lavoro notturno e il lavoro prestato durante le giornate festive (compresa la domenica). Il permesso fruito in corrispondenza dell’intero turno di lavoro va considerato pari ad un solo giorno di permesso anche nel caso in cui si articoli a cavallo di due giorni solari. L’eventuale riproporzionamento orario dei giorni di permesso dovrà essere applicato solo in caso di richiesta di fruizione ad ore, in base all’algoritmo indicato nel Messaggio INPS 16866/2007

Frazionabilità dei tre giorni di permesso. Le possibilità di frazionare i tre giorni di permesso cambiano a seconda che il genitore interessato sia un dipendente privato o un dipendente pubblico.

Dipendenti privati: l’INPS ammette sia la frazionabilità in sei mezze giornate, sia la frazionabilità in ore (es. 18 ore nei casi in cui l’orario di lavoro sia di 36 ore suddiviso in sei giorni lavorativi; 21,6 ore su 36 ore di lavoro suddivise in 5 giorni lavorativi). Per effettuare i calcoli vi invitiamo a consultare il Messaggio INPS 16866/2007

Dipendenti pubblici: il frazionamento dei tre giorni nel settore pubblico è possibile soltanto in ore; in via generale, salvo diverse indicazioni all’interno del CCNL, il calcolo corrisponde al numero di ore previste alla settimana / numero dei giorni di servizio previsti x 3 (es. 36 ore settimanali / 5 giorni di lavoro x 3 = 21,6 ore di permesso retribuito)

Ricovero. In caso di ricovero la concessione dei permessi spetta soltanto nel caso in cui il bambino non sia ricoverato a tempo pieno (salvo che non abbia ancora compiuto tre anni). Per ricovero a tempo pieno si intende il ricovero per le intere 24 ore presso ospedali o in strutture pubbliche o private che assicurino assistenza sanitaria.

Fanno eccezione le seguenti circostanze:

  • i sanitari della struttura dichiarano il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare
  • dovete accompagnare vostro figlio al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie non effettuabili al suo interno
  • la situazione è di coma vigile e/o di paziente in fase terminale (questa eccezione vale soltanto per i lavoratori dipendenti privati che fruiscano dei permessi)

 

Retribuzione e contributi: I permessi sono retribuiti e coperti dai contributi figurativi.

Cumulabilità di permessi e congedi

Vai al sito dell’INPS

 

Ultimo aggiornamento: 01/09/2018

 


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