Cosa vuol dire

PAI – Progetto Assistenziale Individuale

Il PAI è un progetto che cerca di individuare e soddisfare i bisogni di una persona con disabilità; viene realizzato dal Servizio Sociale in collaborazione con la Neuropsichiatria Infantile (NPI) e con la persona con disabilità (nel caso dei minori, con i genitori o il tutore legale).

BES – Bisogni educativi speciali

In base alla Direttiva del 27/12/2012 del MIUR, con il termine BES si intendono:

  1. alluni con disabilità
  2. alunni con DSA
  3. alunni con svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.

Gli alunni con BES hanno diritto a misure dispensative / compensative nel seguire le lezioni, le prove di verifica e le prove d’esame.

Deduzione

La Deduzione fiscale e’ un beneficio che permette di abbassare la base del reddito imponibile, ovvero la cifra sulla quale paghiamo l’IRPEF. In questo modo non solo si abbassano di conseguenza le imposte relative al nostro scaglione, ma è possibile anche passare ad uno scaglione IRPEF inferiore.

Se per es. ci spetta una tassazione del 40% su un reddito di 20.000 euro (= 8.000 euro), ma portiamo in deduzione una spesa di 2.000 euro, il reddito di riferimento sarà 20.000-2000=18.000 e la tassazione scenderà a 7.200 euro

Detrazione

La Detrazione fiscale e’ un beneficio che consiste in una riduzione dell’imposta lorda da pagare. Supponiamo di dover pagare 3.000 euro di IRPEF.

Se abbiamo speso 1.000 euro e ci spetta il diritto a detrarre questa spesa integralmente, allora di IRPEF pagheremo soltanto più 3.000-1.000, cioè 2.000.
Se invece la spesa di 1.000 è detraibile al 19%, pagheremo 3.000-(19% di 1000= 190), cioè 2.810 euro
Infine, se la spesa di 1.000 è detraibile al 19%tolta la franchigia di 129,11 euro, pagheremo di imposta 3.000-(19% di (1.000-129,11)), e cioè 2.834,54

PEP

Il Piano Educativo Personalizzato o PEP, a volte chiamato PDP (Piano Didattico Personalizzato) è un progetto che serve per personalizzare il percorso educativo e didattico seguito dal bambino durante il suo percorso scolastico, rendendolo più adatto alle sue specifiche necessità e caratteristiche. E’ un documento che può essere previsto per tutti gli alunni (Legge 53/2003 e D.lgs. 59/2004), molto utile in caso di alunni con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento, per es. dislessia) e ADHD (Disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività), soprattutto quando devono cambiare scuola o passare da un ordine d’istruzione all’altro, affinché gli insegnanti che lo accoglieranno siano al corrente del percorso svolto, della personalizzazione dell’insegnamento, degli strumenti e delle metodologie utilizzate. Può essere utile anche qualora sulla classe dovesse intervenire una supplente o una nuova insegnante.

Personalizzare l’insegnamento non significa differenziarlo con percorsi diversi da quelli della classe, cosa che può accadere con alunni disabili, significa piuttosto rendere flessibile la programmazione con tempi più adeguati o utilizzando strumenti dispensativi (ad es. non dover leggere ad alta voce in classe) e compensativi (ad es. consentire l’uso della calcolatrice o del computer), significa modificare la metodologia affinché diventi efficace per ogni bambino della classe. Il PEP deve contenere, oltre ai dati anagrafici dell’alunno, l’indicazione delle misure adottate per facilitare l’apprendimento e le modalità di verifica che si intendono utilizzare. Il documento deve essere pronto entro il primo trimestre di scuola e alla sua stesura partecipano tutte le figure professionali che si occupano del bambino, genitori compresi. Il PEP sarà trasmesso agli insegnanti dell’ordine di scuola successivo e può essere prodotto già a partire dalla scuola materna.

Infine bisogna ricordare che il PEP che si compila per i bambini con DSA o con ADHD non è un documento legalmente riconosciuto, pertanto non è obbligatorio (il MIUR, ovvero il Ministero dell’Istruzione, ne raccomanda comunque la stesura!), ma è bene che il Consiglio di Classe verbalizzi la decisione di istituire un percorso personalizzato al fine di tutelare l’alunno.

Direttore scolastico regionale

Ogni regione ha un proprio Ufficio Scolastico con sede nel proprio capoluogo (ecco quello torinese: http://www.piemonte.istruzione.it/), a sua volta suddiviso in USP (Uffici Scolastici Provinciali). Tra i suoi vari compiti l’ufficio scolastico regionale ha quello di vigilare sul funzionamento delle scuole (rispetto delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni, efficacia dell’azione formativa), assegnare le risorse finanziarie ed umane, verificare l’efficienza delle istituzioni scolastiche e valutare il grado di realizzazione del POF (Piano dell’Offerta Formativa).

Consiglio di classe

I genitori possono far parte, se eletti, dei consigli di classe. Nella scuola elementare sono composti dal Dirigente Scolastico, con funzioni di presidente, dagli insegnanti della classe e da un rappresentante dei genitori. Nella scuola media partecipano il Dirigente Scolastico, i docenti di classe tra cui il coordinatore delegato dal Dirigente Scolastico e quattro rappresentanti dei genitori. Il consiglio di classe si occupa dell’andamento generale della classe, formula proposte al Dirigente Scolastico per il miglioramento dell’attività e per un più efficace rapporto scuola-famiglia.

Collegio Docenti

Il Collegio Docenti riunisce tutti gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo (scuole materne, elementari e medie) ed è presieduto dal Dirigente Scolastico. È un organo “deliberante”, ovvero prende decisioni. Ad esempio, prepara e approva il POF, decide i libri di testo adottare, le iniziative di aggiornamento dei docenti, i criteri di formazione delle classi, verifica e valuta l’andamento dell’attività didattica. Nel corso dell’anno scolastico il Collegio dei Docenti si riunisce più volte per discutere le questioni sopra riportate, convocato dal Dirigente Scolastico o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.

CAA

Comunicazione Aumentativa e Alternativa è il termine usato per descrivere tutte le modalità che possono facilitare e migliorare la comunicazione delle persone che hanno difficoltà, temporanee o permanenti, ad utilizzare i più comuni canali comunicativi, soprattutto la parola e la scrittura. Utilizza gesti, segni, suoni, immagini, simboli, fotografie, ausili informatici… per fare in modo che la persona possa comunicare in maniera comprensibile a tutti senza essere sempre dipendente dai familiari. È aumentativa perché non sostituisce, ma incrementa le possibilità comunicative naturali della persona; 
è alternativa perché utilizza modalità di comunicazione diverse da quelle tradizionali.

Dislessia

È un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) che consiste nella difficoltà di leggere in modo accurato e fluente e nel cogliere il significato del testo scritto. Leggere velocemente e correttamente ad alta voce è molto complicato per i bambini dislessici. Gli errori più frequenti sono l’inversione (ad es. pala diventa lapa) e/o la sostituzione di lettere e sillabe all’interno della parola (es: m/n; v/f; b/d), il saltare alcune lettere o parole, la difficoltà a distinguere lettere simili tra loro (es.: p,q,b,d). La diagnosi deve essere fatta dallo specialista (solitamente alla fine del secondo anno di scuola elementare) perché è altrettanto vero che molti di questi errori possono anche far parte del normale percorso di apprendimento.

News

Tecnologie per la disabilità
Ciclo di seminari del corso “Tecnologie per la Disabilità" del Politecnico di Torino, presso l’Aula 4, in Corso Duca degli Abruzzi 24.

Link al sito competente

Incontri gratuiti di arteterapia
In occasione della giornata mondiale per l'autismo e per tutto il mese di aprile 2014, i bambini e le persone con autismo potranno effettuare incontri gratuiti di arteterapia.

Link al sito competente

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21-04-2014
Pasquetta al Castello della Manta
A Pasquetta sarà possibile
Castello della Manta - Cuneo

18-04-2014
Il museo è... casa mia
Nel primo giorno delle
Castello di Rivoli

13-04-2014
LE UOVA DI MATISSE..in attesa della Pasqua
Dopo aver visionato la
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli