Cinemautismo 2013: intervista a Marco Mastino

Marco Mastino, dopo la laurea in DAMS Cinema all’Università degli studi di Torino, si dedica soprattutto all’organizzazione di eventi e di rassegne cinematografiche con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema di cui è, dal 2010, membro del direttivo e segretario organizzativo. Dal 2009 è il fondatore e co-curatore di cinemAutismo.

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Riparte in questi giorni quello che a Torino è ormai un appuntamento atteso. Ci aiuta a ricostruire il percorso di questi 5 anni di rassegna? 

Da quando è nata nel 2009, la rassegna cinemAutismo ha subito molti cambiamenti. Innanzitutto il nome: all’inizio l’avevamo chiamata Un minimo gesto, ed è stato da questa sorta di pilot, un’unica giornata di proiezioni, che siamo partiti per capire quanto questa tematica potesse attrarre il pubblico e quanto il mezzo cinematografico potesse incuriosire anche chi non aveva mai avuto contatti con il mondo dell’autismo. Ovviamente all’inizio la maggior parte degli spettatori era composta dagli “addetti al mestiere” (psicologi, familiari di persone con autismo, educatori e insegnanti), ma la nostra “sfida” era, ed è tuttora, proprio quella di fare il più possibile informazione, di intercettare chi non conosce o sa poco sull’autismo.
Dalla seconda edizione in poi, con Ginevra Tomei (co-curatrice assieme a me del progetto), abbiamo cambiato il nome della rassegna in cinemAutismo. Da lì, grazie anche all’aiuto di chi ci sostiene – ANGSA Piemonte sezione di Torino Onlus (http://www.angsapiemonte.it/); Gruppo Asperger Onlus (http://www.asperger.it/); Fondazione Paideia Onlus (http://www.fondazionepaideia.it) e Fondazione CRT (http://www.fondazionecrt.it) – abbiamo cercato di crescere un po’ alla volta, sia in qualità sia in quantità: sono aumentati i giorni delle proiezioni, nonché il numero degli ospiti che riusciamo a coinvolgere e il numero delle anteprime italiane. Per il secondo anno consecutivo nel 2013 siamo riusciti a strutturare la programmazione di cinemAutismo su quattro giorni e in quattro luoghi differenti della città.

 

Con gli anni sono cresciute anche le occasioni di collaborazione: mondo del cinema, servizi educativi…

Proprio tra l’edizione 2012 e quella attuale, appena iniziata, si sono svolti numerosi appuntamenti “paralleli”: abbiamo ad esempio iniziato una collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema attraverso la Bibliomediateca Mario Gromo (http://www.museocinema.it/biblioteca) e i Servizio Educativi. Con la Bibliomediateca abbiamo organizzato due proiezioni di film presentati durante le scorse edizioni, mentre con i Servizi Educativi si è da poco concluso il primo appuntamento dedicato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado. Durante l’incontro abbiamo proposto ai ragazzi e ai loro professori il film Ben X di Nic Balthazar e da lì siamo partiti per una discussione sull’autismo e la sindrome di Asperger, la disabilità e cosa vuol dire essere diversi; ma abbiamo anche parlato di bullismo, altro tema presente nel film.

 

Quindi al di là dell’evento annuale, state tracciando una serie di percorsi, progetti e iniziative da sviluppare nel corso di tutto l’anno?

Infatti, e stiamo crescendo sul territorio. Oltre al progetto con la Bibliomediateca, tra febbraio e marzo ci sono state due proiezioni di film ad Aosta in collaborazione con l’associazione culturale Frame Division, mentre a giugno saremo di nuovo partner del Movie Seminario di Montezemolo (CN) dedicato alla sindrome di Asperger e giunto ormai alla sua terza edizione. Sempre a giugno inoltre parteciperemo a Roma all’AS Film Festival, il primo festival italiano di cortometraggi curato da ragazzi con la sindrome di Asperger.
Siamo molto contenti di tutte queste collaborazioni perché ci permettono non solo di fare cultura d’inclusione anche dopo il nostro evento di aprile, ma anche di parlare di autismo e sindrome di Asperger in luoghi al di fuori della cornice torinese.

 

Perché cinema + autismo? C’è un valore aggiunto nel raccontare l’autismo attraverso il cinema? Ovvero qual è il fascino, la sfida, l’interesse per chi fa cinema di raccontare un disturbo come l’autismo?    

Il cinema fra tutte le arti è quella che probabilmente più si presta a “intercettare” un vasto numero di persone: è di facile fruizione, affascinante ed emotivamente coinvolgente. A chi è che non piace andare al cinema? Proprio nell’ultimo decennio inoltre la produzione di film che hanno l’autismo o la sindrome di Asperger come tema centrale o trasversale è aumentata vertiginosamente, per cui ci è sembrato il mezzo migliore per parlare di autismo in maniera semplice e coinvolgente.
L’autismo poi, per la sua peculiarità, è una disabilità ancora “invisibile”: chi non ci ha mai avuto a che fare, difficilmente riesce a riconoscere una persona autistica o con la sindrome di Asperger e spesso la non-conoscenza genera esclusione e discriminazioni. Insomma: la non-riconoscibilità e la non-visibilità sono uno dei problemi che le persone con autismo e le loro famiglie devono affrontare ogni giorno e il cinema fa invece proprio del visibile la sua caratteristica attrattiva; è stato quindi quasi un passo obbligato andare alla ricerca di film per cercare di rendere queste persone meno invisibili.
Se poi pensiamo a quanto siamo influenzati dai media, ci possiamo facilmente rendere conto della grande portata che il mezzo cinematografico ha su di noi soffermandoci su un film come Rain Man, che pur essendo molto semplicistico e anche ormai “vecchio” nel modo di presentare le persone autistiche, è restato negli occhi di molte persone che collegano all’istante la parola “autistico” a Dustin Hoffman.
Abbiamo notato anche come proprio il film sia un mezzo grandemente utilizzato da persone con autismo o sindrome di Asperger per raccontarsi e raccontare il proprio mondo attraverso il filtro della videocamera.
Purtroppo a livello di produzione italiana siamo ancora indietro, sono altre le tematiche su cui puntano le case di produzione ed è anche il motivo per cui molti dei nostri titoli sono in lingua originale con sottotitoli italiani, ma non mancano comunque alcune piccole opere molto interessanti come InsideAut di Rocco Riccio che sarà presentato quest’anno o Meraviglia di Ludovica Isidori, Nicholas di Valerio e Alessandro Crovi che abbiamo proiettato nel 2011, senza dimenticare i due cortometraggi di Giuseppe Cacace Lo sguardo degli Aspie e Roamingroma.

 

C’è un filo conduttore nella rassegna di quest’anno?    

Non credo che possiamo parlare di un “filo conduttore” unico per cinemAutismo2013. L’autismo ha talmente tante sfaccettature che è difficile concentrarsi su un solo aspetto: noi cerchiamo di dare piuttosto un’idea quanto più ampia possibile di questo mondo che ai più è ancora sconosciuto.
La scelta di film che proponiamo quest’anno spazia infatti dalle storie d’amore, ai rapporti padre-figlio o madre-figlia, al racconto che dell’autismo possono dare i fratelli neurotipici. Presenteremo anche un documentario e un corto in cui le persone con autismo e sindrome di Asperger si presentano e raccontano il loro mondo in prima persona.
Dal momento che l’autismo riguarda ogni aspetto della vita di una persona, abbiamo provato anche noi a raccontare tanti aspetti di questa condizione, senza focalizzarci su un unico tema.

Scarica qui il programma dell’evento

Scarica qui la locandina di cinemautismo 2013

Grazie da AREA e da Di.To a Marco Mastino.


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