Come valutare i disturbi del linguaggio

Nei bambini nati prematuri e nei bambini con deficit dell’udito si osserva spesso un ritardo del linguaggio. Si tratta di un disturbo difficile da valutare soprattutto se lieve, ma importante da diagnosticare per impostare interventi adeguati e tempestivi per migliorare gli esiti a lungo termine. Una revisione pubblicata su Acta Paediatrica a firma di due pediatre statunitensi, dopo aver analizzato le caratteristiche cliniche con cui si il problema si presenta, ha fatto il punto sugli strumenti di valutazione oggi disponibili, individuandone sostanzialmente quattro. I primi tre, tradizionali, sono i test standardizzati da somministrare in età prescolare, i questionari proposti ai genitori sulla loro esperienza quotidiana a contatto con il piccolo, e le tecniche di trascrizione e codifica del linguaggio utilizzato. A questi si aggiunge uno strumento innovativo identificato dall’acronimo LENA (Language Environment Analysis). Di che cosa si tratta? Di un processore digitale del linguaggio: una definizione un po’ troppo tecnica che merita qualche spiegazione. Il piccolo strumento (pesa circa 60 grammi e viene gestito direttamente da genitori o da chi assiste il bambino), è in grado di registrare dati audio per 16 ore e di eseguire un’analisi computerizzata di una varietà di contesti linguistici a cui il bambino è esposto, dal domicilio all’unità di terapia intensiva. Può classificare le informazioni raccolte in varie categorie: vocalizzazioni del bambino (sia parole di senso compiuto sia lallazione) escludendo automaticamente pianto, riso, sospiri e sbadigli; parole pronunciate dagli adulti; tempo di esposizione al silenzio, a rumori e conversazioni di fondo e a conversazioni o monologhi veri e propri; tempo di esposizione a televisione, radio, strumenti multimediali. L’articolo fornisce due esempi di applicazione dello strumento, uno nel caso di un bambino nato pretermine, l’altro nel caso di un bambino con deficit dell’udito.

 

Bibliografia: Caskey MA, Vohr B. Assessing language and language environment of high-risk infants and children: a new approach. Acta Pædiatrica 2013;102:451-61.

e-mail: mcaskey@wihri.org


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