Disturbi del comportamento dirompente: l’importanza dello stile educativo

I disturbi del comportamento dirompente, come i deficit di attenzione e iperattività e gli atteggiamenti oppositivi – provocatori, sono comuni durante l’infanzia. E’ importante che genitori, operatori e, nel caso dello studio che verrà descritto, i pediatri di famiglia sappiano che lavorando sullo stile educativo sarà possibile migliorare la relazione genitore-figlio e orientare l’evoluzione del disturbo in senso più favorevole.

Una ricerca condotta a Boston nell’ambito dell’Incredible Years Programs, un progetto ultratrentennale gestito dall’università di Washington, destinato a genitori, bambini e insegnanti, orientato a prevenire e trattare i disturbi del comportamento e migliorare abilità e stili relazionali, suggerisce che un intervento formativo rivolto ai genitori di bambini con disturbi del comportamento dirompente ha effetti positivi sul miglioramento delle strategie educative e sul controllo dei comportamenti stessi.

Lo studio ha coinvolto quasi 300 genitori di bambini di 2-4 anni, quindi nella tipica età in cui tali problematiche si possono manifestare, ma (indica la letteratura scientifica) solo un quarto dei bambini viene seguito.

I genitori sono stati assegnati a due gruppi: il gruppo d’intervento ha partecipato alla sperimentazione, il gruppo di controllo è entrato in una lista d’attesa che ha comunque ricevuto l’intervento formativo l’anno successivo. Il programma si è sviluppato nell’arco di 10 settimane, con incontri di gruppo della durata di due ore a settimana.

I gruppi erano composti da 6-12 genitori (per il 96% si trattava delle madri, con età media di 34 anni) e gli incontri avvenivano nello studio del pediatra o nelle biblioteche pubbliche. I formatori erano psicologi e assistenti sociali.

Questo percorso ha guidato i genitori a modificare alcuni loro comportamenti per renderli più efficaci ai fini educativi ed evitare gli approcci punitivi e severi. Gli incontri prevedevano discussioni, giochi di ruolo, la visione di alcuni filmati e l’assegnazione di compiti a casa suddivisi in quattro ambiti relazionali (gioco, lode e ricompensa, imposizione di limiti e reazione genitoriale in risposta a comportamenti non adeguati).

Nel corso dello studio i genitori hanno compilato dei questionari sul comportamento dei propri figli e sono stati realizzati video amatoriali della durata di circa 20 minuti per documentare le loro interazioni.

E’ emerso che la partecipazione al gruppo d’intervento ha avuto degli effetti positivi sia sugli stili educativi, sia sui comportamenti dirompenti dei bambini. Peraltro, gli autori riferiscono alcuni problemi che limitano l’interpretazione e l’affidabilità dei risultati: i video erano amatoriali con dialoghi non sempre comprensibili, visto l’intento di “fotografare” la quotidianità; è possibile che la consapevolezza di essere filmati abbia influenzato gli atteggiamenti dei genitori; molti genitori non hanno completato il protocollo sperimentale.

I risultati dello studio, anche se necessitano di ulteriori verifiche, suggeriscono comunque che cambiando lo stile educativo è possibile ottenere un miglior controllo e un’evoluzione più favorevole dei disturbi del comportamento dirompente.

 

Bibliografia: Perrin E.C, Sheldrick R.C, McMenamy J.M, Henson B.S, Carter A.S. Improving parenting skills for families of young children in pediatric settings, a randomized clinical trial, JAMA Pediatrics 2014; 168: 16-24


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