Invito a prima vista

“Se il tuo occhietto gira, non ti faccio amico e non ti invito alla mia festa!” Così un bambino di prima elementare sintetizzerebbe i risultati di uno studio condotto all’Università di Berna che ha valutato l’accettazione tra pari dello strabismo infantile.

La sperimentazione consisteva nel proporre a 118 bambini di 3-12 anni (media 7 anni, 64 femmine) il viso di 6 coppie di gemelli, uno dei quali con strabismo convergente o divergente. In realtà veniva utilizzata la fotografia di un solo bambino e con Photoshop si creava il vizio nel gemello fotografico; nell’immagine veniva anche cambiato, a titolo di controllo, il colore della maglietta. Di fronte alla domanda: “Chi inviteresti alla tua festa?”, i bambini dopo i 6 anni escludevano i ritratti con strabismo, mentre prima di questa età la scelta era indifferente. Suddividendo il campione per fasce di età la discriminazione aumentava con il progredire dell’età. Erano invece ininfluenti sulla risposta il sesso dell’intervistato, il tipo di stabismo e il colore della maglietta.

Esiste una spiegazione scientifica a questi risultati: solo dopo i 6 anni si sviluppa una percezione delle sembianze del viso nel loro insieme, mentre prima si apprezzano i lineamenti ad uno ad uno, come i tasselli di un puzzle. Su questa base, gli autori giungono a una conclusione pragmaticamente medica: l’intervento correttivo va effettuato entro i 6 anni circa. Ma c’è un ragionamento di buon senso che è persino più importante: è a partire da questa età che bisogna educare la persona ad accettare le differenze e non fermarsi all’apparenza.

Ci sono invece segnalazioni nella letteratura scientifica di discriminazione dello strabismo anche tra gli adulti, sia nel mondo del lavoro sia nelle relazioni interpersonali. Uno studio ha individuato il medesimo preconcetto perfino negli insegnanti, alcuni dei quali ritengono gli alunni con strabismo più difficili caratterialmente e meno capaci scolasticamente. A questo punto diventa quasi scusabile il gruppo di bambini di 6-7 anni che, sempre nel corso di una sperimentazione, ha dimostrato di preferire i bambolotti con occhi “diritti” rispetto a quelli strabici.

Bibliografia: Mojon-Azzi SM, Kunz A, Mojon DS. Strabismus and discrimination in children are children with strabismus invited to fewer birthday parties? Br J Ophthalmol 2010;doi:10.1136/bjo.2010.185793.
e-mail: daniel.mojon@kssg.ch


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