La malnutrizione di mamma TV

I bambini sono esposti a un massivo e insidioso bombardamento pubblicitario che promuove cibi non salutari e li espone a un danno potenziale per la salute. L’influenza della pubblicità sulle scelte alimentari è certa, ma ad oggi la programmazione televisiva della propaganda di alimenti è poco o nulla regolamentata.
L’allarme è stato lanciato da 13 gruppi di studio in Australia, Asia, America del nord e del sud, Europa occidentale (l’Italia era rappresentata da ricercatori di Brindisi) che hanno pubblicato sull’American Journal of Public Health i risultati della loro analisi. Ciascun gruppo ha registrato la propaganda di alimenti che passava in 2 giorni feriali e in 2 festivi nella fascia oraria tra le 6 e le 22 sui 3 programmi più seguiti a livello nazionale dal pubblico infantile. Ha poi adottato una classificazione arbitraria degli alimenti in: essenziali (ricchi di nutrienti e a basso apporto calorico), non essenziali (a elevato contenuto calorico o ricchi di nutrienti non raccomandati dal punto di vista dietetico) o intermedi. Anche la tipologia della pubblicità è stata raggruppata in due categorie: promozionale del prodotto o incentivante tramite premi e concorsi. E’ risultato che la propaganda di alimenti copriva dall’11% al 29% dello spazio pubblicitario complessivo. La quota maggiore era riservata ai cibi non essenziali (dal 53% all’87%), si concentrava nelle fasce orarie più seguite dai bambini ed usava tecniche persuasive.

Bibliografia: Kelly B, Halford JCG, et al. Television food advertising to children: a global perspective. AJPH 2010;100:1730-6.
e-mail: bridgetk@health.usyd.edu.au


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