Te la dico io la matematica

La matematica non si impara tra i banchi, ma molto prima. Anzi, secondo una ricerca condotta all’Università di Chicago, il livello di conoscenza di questa materia al momento dell’ingresso a scuola è determinante sul rendimento scolastico futuro. Nello studio 44 bambini in età prescolare sono stati sottoposti, tra i 14 e i 30 mesi di età, a 5 valutazioni domiciliari che prevedevano anche la registrazione di un filmato di circa 90 minuti per valutare lo spazio dedicato alla matematica nelle interazioni genitori-figli. La variabilità era notevolissima, da 4 a 257 occasioni in cui veniva nominato un numero.
E’ stata esaminata la capacità di associare alla parola che indicava un numero la precisa nozione della quantità corrispondente. Susane Levine, che ha coordinato lo studio puntualizza che: «Per i bambini non si tratta solo di saper ripetere una serie di cifre fin dalla tenera età, ma di sapere che le parole pronunciate rappresentano una quantità, il che richiede un’astrazione. L’uso frequente di concetti numerici è importante anche se inizialmente il bambino non sembra aver colto il significato.»
Al termine dello studio, corrispondente a circa 4 anni di età, venivano presentate ai piccoli due serie di figure geometriche (per esempio 4 e 5 quadrati) e chiesto loro: «Indica il 5». L’abilità nella risposta dipendeva dalla frequenza e dall’intensità con cui concetti di quantità erano stati presentati a casa nelle fasi iniziali del loro sviluppo cognitivo. Altri fattori, in particolare il livello socioeconomico, apparivano ininfluenti.

Bibliografia: Levine SC, Whealton SL, et al. What counts in the development of young children’s number knowledge? Developmental Psychology 2010;46:1309-19.


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