Autismo e invalidità: le indicazioni dell’INPS

L’INPS ritorna sull’accertamento dell’invalidità e dell’handicap per persone con autismo. Ha infatti integrato il Messaggio 5544/2014 (“Autismo: linee guida medico-legali”) con due successive “Comunicazioni tecnico-scientifiche” (2 marzo e 2 aprile 2015).

I punti salienti sono:

– il giudizio medico-legale non può essere basato su una “osservazione clinica estemporanea”, ma deve “derivare da una corretta interpretazione della documentazione clinica presentata”. A questo proposito “è necessario pertanto che la diagnosi di Autismo venga effettuata da strutture specializzate del Servizio Sanitario Nazionale secondo protocolli raccomandati da Linee Guida accreditate”

– non è previsto alcun automatismo rispetto al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento e all’handicap con connotazione di gravità (leggi “Carte in regola“), sebbene l’INPS ritenga che debbano essere riconosciuti in presenza di un livello di severità pari a 3 (DSM-V), rilevato da centri specializzati

Per quanto concerne la rivedibilità, l’INPS ribadisce che “le previsioni di rivedibilità in minore affetto da disturbo autistico trovano ragione solo nei casi in cui le strutture di riferimento attestino un disturbo autistico di tipo lieve o borderline con ritardo mentale assente o lieve”.

La rivedibilità


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