Come si richiede l’insegnante di sostegno?

L’insegnante di sostegno è previsto nella scuola pubblica di ogni grado.

La prima tappa per poter richiedere l’insegnante di sostegno consiste nel formalizzare una richiesta alla neuropsichiatria infantile della vostra ASL.

Soltanto voi genitori (o chi esercita le responsabilità genitoriali) potete infatti avviare formalmente questo percorso. In ogni caso, prima della richiesta formale, è bene parlarne con la neuropsichiatra infantile o con le insegnanti. Spesso lo spunto iniziale parte infatti proprio dalla scuola stessa, che ha la possibilità di preparare una “Scheda di collaborazione ASL- Scuola- Famiglia” (D.G.R. 16-7072/2014).

Le modalità del primo accesso alla NPI non sono omogenee e possono essere differenti da un ASL a un’altra. Le principali modalità sono: accesso diretto senza impegnativa del pediatra, accesso diretto con impegnativa del pediatra.

Vi consigliamo quindi di far riferimento alla segreteria della NPI della vostra ASL id residenza.

Se anche il sanitario di riferimento in Neuropsichiatria infantile (medico neuropsichiatra, o psicologo, o fisioterapista) ritiene che vostro figlio possa beneficiare della presenza di alcune ore di insegnante di sostegno, il medico neuropsichiatra vi indicherà di richiedere l’Accertamento di handicap.

Il termine “handicap” significa che la “minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva” è causa di difficoltà di apprendimento o di relazione, tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione (L. 104/92 art. 3).

L’accertamento di handicap comporta tre passaggi. Sulla domanda di accertamento di handicap dovrete avere cura di verificare che sia spuntata la casella “Insegnante di sostegno: Sì”

Appprofondisci

 

La NPI intanto preparerà un documento denominato “Profilo descrittivo di funzionamento – Diagnosi funzionale”. Questo profilo viene redatto dalle figure di riferimento (insegnante di sostegno, neuropsichiatra infantile, psicologo, genitori, terapista della riabilitazione, referente dei servizi sociali, ecc.) ed evidenzia che cosa l’alunno sa non non sa fare e in che grado, prendendo in considerazione più livelli: le funzioni corporee, l’attività e la partecipazione, fattori ambientali e personali, in base all’ICF (questo è il percorso piemontese -DGR 15-6181/2013, in altre regioni potrebbe essere diverso)

Esso consiste in una descrizione quali-quantitativa della situazione che consenta di evidenziare il livello di compromissione delle funzionalità. E’ firmato dal medico neuropsichiatra infantile e dallo psicologo, per quanto di competenza. Inoltre, si prevede che riporti la firma di tutti gli altri operatori eventualmente coinvolti nell’accertamento diagnostico.

Novità: dal 1 gennaio 2019 la procedura per la richiesta dell’insegnante di sostegno cambierà. Successivamente all’accertamento di handicap i genitori o chi ha la responsabilità genitoriale trasmetteranno la valutazione di handicap:

– all’Unità Multidisciplinare Valutazione Disabilità (UMVD), per la redazione del “Profilo di funzionamento”. L’UMVD sarà composta inoltre da un rappresentante dei Servizi sociali, da un medico neuropsichiatra infantile, da un medico specialista o un “esperto nella condizione di disabilità”, da un insegnante, da un terapista della riabilitazione e potranno partecipare i genitori

– al Servizio Sociale, per il Progetto Individuale

– alla Scuola, per il Progetto Educativo Individualizzato

In ogni caso, per la redazione di questi due documenti sarà indispensabile il Profilo di funzionamento

Il profilo di funzionamento:

a) e’ il documento propedeutico e necessario alla predisposizione del Progetto Individuale (a carico del Servizio Sociale) e del PEI (a carico della scuola);

b) definisce anche le competenze professionali e la tipologia delle misure di sostegno e delle risorse strutturali necessarie per l’inclusione scolastica;

c) e’ redatto con la collaborazione dei genitori, con la partecipazione di un rappresentante dell’amministrazione scolastica, individuato preferibilmente tra i docenti della scuola frequentata;

d) e’ aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia, o in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona.

Il Profilo di funzionamento deve essere aggiornato prima dell’inizio di ogni ordine di scuola: prima elementare, prima media, prima superiore.

Quante ore di sostegno?

Le ore di sostegno richieste sono specificate nel PEI, redatto dalla scuola.

Alla scuola materna il numero massimo di ore previsto è 25,  alle elementari 22 e alle medie 18, alle superiori in base alla richiesta della scuola e alle risorse rese disponibili dalla Città metropolitana o dalla Provincia.

In caso di autonomia ridotta queste ore sono integrabili con ore di educatore (“assistente all’autonomia e alla comunicazione“), che devono essere proposte dal “Referente del caso” (di norma il terapeuta  dell’ASL- fisioterapista, per es.-  ma in certi Comuni può essere anche un educatore dei Servizi Sociali) all’interno del Profilo di funzionamento.

Se l’Ufficio scolastico regionale (U.S.R.) ne concede un numero inferiore, prima di procedere per vie legali è opportuno che la scuola ricorra formalmente contro L’U.S.R. (in caso di disabilità grave appellandosi alla Sentenza n. 80/10 della Corte Costituzionale, che ha affermato che il diritto all’inclusione degli alunni con disabilità grave è prioritario rispetto alle esigenze di bilancio).

Una volta compiuti i 18 anni, l’insegnante di sostegno è previsto fino all’ultimazione del ciclo scolastico in corso: per esempio, se vostro figlio compie 18 anni al quarto anno della scuola superiore, potrà avere l’insegnante di sostengo fino al termine del ciclo scolastico.

Cosa succede se aumenta l’esigenza di sostegno?

Può capitare che le esigenze cambino nell’arco di tempo compreso fra la richiesta delle ore di sostegno e l’inizio della scuola (cioè nel periodo estivo).

A fronte di esigenze documentate clinicamente (NPI, ricoveri, ecc.)  è generalmente possibile richiedere personale aggiuntivo.

Se invece le esigenze cambiano durante l’anno scolastico, solitamente non è possibile richiedere un incremento orario o nuove risorse.

NB: Nel caso di disabilità grave è previsto un rapporto di 1:1 fra alunno disabile e insegnante di sostegno. Questo significa che in presenza nella classe di altra situazione di disabilità certificata, il dirigente scolastico può ottenere un insegnante di sostegno in deroga, se non è stato disposto dall’USR.

Linee guida per l’integrazione scolastica

Comitato per l’integrazione scolastica

Vai alla pagina dedicata del MIUR

Legge 104/92 – art. 12

Sentenza Corte Costituzionale n. 80/2010

DGR 15-6181/2013

DGR 16-7072/2014

 D.Ls. 66/2017 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. CAPO III e CAPO IV

Istituti superiori: guida operativa della Città metropolitana

Aggiornato il 1-9-2018


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