Filastrocche

 

Filastrana

Filastrana
curiosa e arcana,
cosa nascondi
nella tua tana?
Fiato di fata,
pelle di rana,
fiabe filate
con filo di lana.
Filastrana,
curiosa e arcana,
il suo nastro
di sogno dipana.

 

Filastraniero

Filastraniero
salpò con un veliero,
da laggiù venne qui
e disse lì per lì:
“Però sono ben strani,
‘sti popoli lontani!”
Filastraniero, filastraniero,
è curioso, eppure è vero,
con quel viso chiaro e altero
qui un po’ strano sembri tu!

 

Fili del bucato

Fili tesi del bucato,
fili addobbati
di panni stesi,
panni in attesa
di sole che asciuga,
di cieli tersi
e di vento che gioca.
Gioca alle vele da gonfiare,
gioca a bandiera da sventolare,
gioca a fantasmi con i lenzuoli,
e quando vien notte
i fili son soli.

 

Filo di lana

Filo filo,
filo di lana,
dal gomitolo si dipana
e sui ferri,
tra un dritto e un rovescio,
filo di lana
in sciarpa si muta.
Ma il gatto muto
intanto è in agguato
e sul gomitolo è già balzato.
Gatto, feroce come un leone,
tira la lana come una liana
e presto sciarpa disfa e dipana:

 

Il vento

Io del vento conosco
il suo fiato straniero
che scompiglia ogni bosco
e trascina il pensiero,
lo trascina oltre i monti,
lo trascina oltre i mari
scavalcando orizzonti
verso sogni più chiari.
Io del vento conosco
l’anima d’aquilone
e il respiro di vela
che scioglie ogni prigione.

 

La luna

Della luna conosco
la sua luce più chiara
e il suo volto più fosco
e seguo nella notte
il suo viaggio leggero
di scafo giallo chiaro,
di scuro cerchio nero.

 

La nebbia

Della nebbia conosco
il gioco a nascondino
ed il fatuo sogno di fata
che si fa puro fiato.
Della nebbia conosco
il respiro di velo
che trasuda la terra
e invade il cielo
con silenzio d’ovatta
e infantile dispetto
di nasconderci tutto.

© Le filastrocche sono tratte dal volume Principerse e filastrane e sono state pubblicate per gentile concessione dell’autrice e dell’editore Nuove Edizioni Romane, cui sono riservati interamente i diritti.


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