Come funziona l’ISEE?

L’ISE e l’ISEE sono indicatori relativi alla situazione economica, utilizzati da comuni, enti o istituzioni (ospedali pubblici, ASL, scuole, università, ecc.) per definire se un nucleo familiare abbia diritto ad accedere a una prestazione o a un’agevolazione economica.

Come funziona il nuovo ISEE?

Come funziona il nuovo ISEE?

L’ISEE è stato riformulato con il DPCM 159/2013 (“Nuovo ISEE”), che comprende nel  calcolo anche i  “trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo (…)”.

Per esempio il nuovo ISEE comprende nel calcolo l’indennità di accompagnamento per invalidi civili.

Una novità importante e utile in tempi di crisi, quando il reddito può mutare profondamente da un anno all’altro, è la possibilità di richiedere l’ISEE riferito alla situazione corrente, in caso di variazioni superiori al 25% dell’indicatore, dovute alla situazione lavorativa.

Il Centro di documentazione nazionale della UILDM, Handy.Lex, ne ha dato una lettura critica, che sul proprio sito di informazione legislativa

ISEE: chiarimenti

In caso di invalidità civile, il nuovo ISEE chiede di indicare la condizione di invalidità: Media, Grave, Non autosufficienza.

Questi tre livelli di gravità fanno riferimento a una tabella, che vi invitiamo a consultare su Handy.Lex: Dossier ISEE e persone con disabilità

In Piemonte, in attesa di criteri omogenei per tutto il territorio regionale, sono state definite a livello regionale due soglie: 6.000 euro per i “contributi economici a sostegno del reddito familiare” e 38.000 euro per le “altre prestazioni sociali e sanitarie”.

Piemonte: linee guida per la gestione transitoria del nuovo ISEE

Come compilarlo? E’ possibile compilarlo sia telematicamente (occorre essere inpossesso del PIN dell’INPS) oppure tramite un CAF (Centro di Assistenza Fiscale).

Quali documenti in caso di disabilità?
Certificazione dell’handicap (denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio) ed eventuali spese pagate per il ricovero in strutture residenziali (nell’anno precedente la presentazione della DSU) e/o per l’assistenza personale (detratte/dedotte nella dichiarazione dei redditi del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU)

Aggiornato il 20-5-2020


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