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Esistono agevolazioni per eliminare le barriere architettoniche?

Definiamo “barriere architettoniche” tutto ciò che ci impedisce di accedere a un ambiente (es. gradini), di visitarlo liberamente (es. porte strette) o di svolgerci le attività quotidiane (es. lavarsi, cucinare, andare in bagno).

L’eliminazione delle barriere architettoniche può beneficiare di agevolazioni fiscali  e di un contributo regionale (previsto dalla legge 13/89).

Le agevolazioni fiscali consistono nell’IVA al 10% o al 4%, a seconda dei casi, e in una detrazione IRPEF (del 50% o del 19%).

 

Il contributo economico deve essere richiesto al proprio Comune di residenza (o con l’impegno di trasferirsi presso il Comune in cui si trova l’abitazione da adeguare) entro il 1 marzo.

Tipologia di interventi ammessi (la spessa persona può fare due domande di contributo, una per ciascuna tipologia):

Il contributo è regionale. Non è automatico, ovvero dipende dalla disponibilità di fondi. La legge 13/89 inoltre prevede che abbiano precedenza le domande presentate da/per persone disabili riconosciute “invalidi totali”.

Chi può richiederlo?

persone disabili con menomazioni o limitazioni funzionali di carattere motorio e i non vedenti che sostengono direttamente le spese per la rimozione degli ostacoli alla mobilità nella propria abitazione;

Bisogna rispettare delle scadenze?
Le domande devono pervenire al Comune (o all’ATC nel caso di Torino) entro il 1 marzo. Tuttavia se la domanda viene presentata dopo il 1° marzo verrà presa in considerazione per l’anno successivo.

Quali sono i tempi?

Questo è un tasto dolente, poiché non avendo ricevuto finanziamenti statali per anni, la Regione Piemonte nel 2012 aveva sospeso la formazione delle graduatorie e aveva interrotto l’erogazione dei contributi. Nel 2018 tale erogazione è ripartita, ma le richieste arretrate avranno presumibilmente la precedenza.

Come si presenta la domanda?
Per richiedere il contributo occorre compilare un modulo, reperibile su Internet o presso l’Ufficio Tecnico del Comune (a Torino: ATC  – Agenzia territoriale per la Casa – C.so Dante, 14).

Se la modifica riguarda parti comuni del condominio e i condomini sono d’accordo, la domanda viene sottoscritta anche dall’amministratore e il contributo andrà distribuito a chi avrà sostenuto le spese.La domanda deve essere corredata degli allegati indicati nel modulo, all’ufficio tecnico del Comune in cui si trova l’immobile da ristrutturare.

Nota bene: fra gli allegati è richiesto un “certificato del medico curante attestante l’handicap”. Si tratta di un certificato del medico di famiglia o del pediatra attestante il tipo di disabilità e le difficoltà ad essa connesse. Non si tratta del certificato di handicap, che per questa richiesta non è necessario.

 

A quanto ammonta il contributo?
Fino a 2.582,28 € di spesa il contributo copre l’intero importo, più il 25% per spese che superano i 2.582,28 € e non superano i 12.911,42 €, più il 5% per spese che superano i 12.911,42 € fino a un massimo di 51.645,69 €.

L’IVA (al 4%) è a carico di chi sostiene le spese.

Nota bene: il contributo viene erogato sulla base della spesa effettivamente sostenuta, ma non può comunque superare l’importo risultante dal preventivo di spesa indicato nella domanda.

I contributi vengono emessi a lavoro finito, spesso dopo anni, dietro presentazione delle fatture pagate; in ogni caso trascorre almeno un anno dalla presentazione della domanda.

 

Cosa succede se i condòmini non sono d’accordo?

“Le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche, nonché dirette alla realizzazione di percorsi attrezzati e l’installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità dei ciechi, ex art. 2, c. 1, L. n. 13/1989 sono approvate dall’assemblea del condominio con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.” (l. 13/89 art. 2 c. 1)

“Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà […], possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte d’accesso, al fine di rendere più agevole l’accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages” (L. 13/89 art. 2 c. 2) – Corsivo nostro

Legge 13/89 – “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.”

“Circolare esplicativa della legge 9 gennaio 1989, n. 13.”

Regione Piemonte – Contributi Legge 13/89

Torino: ATC – Eliminazione barriere architettoniche

 

Ultimo aggiornamento: 8/4/2019