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E’ importante indagare nel neonato i difetti dell’udito

Uno studio statunitense dimostra l’utilità e l’importanza degli screening neonatali. Stando ai dati relativi allo screening neonatale per l’udito raccolti dal registro dello stato federale della Virginia nel periodo 2002-2008 e rivisti a posteriori dagli otorinolaringoiatri dell’Università di Richmond, solo un terzo dei bambini con perdita dell’udito (ipoacusia) monolaterale ha nella sua storia fattori di rischio o una familiarità per questo deficit oppure presenta segni o sintomi di condizioni complesse (sindromi) caratterizzate appunto da una perdita dell’udito. Questa informazione rafforza l’importanza dello screening universale (su tutti i neonati) che nel caso specifico si è dimostrato in grado di effettuare la diagnosi nel 97,5% dei 371 bambini con deficit monolaterale. Negli altri due terzi dei casi, il fattore di rischio associato più comunque era una malformazione craniofacciale (43,6%, 48 bambini). Nel 21,8% (24 bambini) era invece presente una storia familiare di perdita permanente dell’udito e nel 18,2% (20 bambini) si potevano rilevare all’esame clinico segni o sintomi di un quadro patologico complesso (sindrome) che aveva tra le suoi componenti l’ipoacusia. D’altra parte nel 75,5% dei bambini senza fattori di rischio sono state identificati difetti congeniti concomitanti: si trattava in genere di disturbi specifici dell’orecchio (44,6%) o di anomalie cardiovascolari (41%).

Bibliografia: Yelverton JC, Dominguez LM, et al. Risk factors associated with unilateral hearing loss

JAMA Otolaryngol Head Neck Surg 2013;139(1):59-63.