Quando è l’ora di fare la nanna…

…recitava una canzone del Lo Zecchino d’Oro invitando i bambini che andavano a dormire a non fare capricci. Invito tanto più motivato ora che si conoscono i benefici per lo sviluppo del bambino di un sonno di profondità e durata adeguata.

A questo proposito, una recente revisione della letteratura scientifica condotta da ricercatori australiani e pubblicata sugli Archives of Disease Childhood si è concentrata sul sonnellino pomeridiano ne ha individuato un certo antagonismo rispetto alla nanna notturna.

L’analisi dei dati disponibili, provenienti da 26 studi che riguardavano nell’insieme qualche migliaio bambini dalla nascita ai 5 anni di età, si è basata sull’andamento di alcuni parametri funzionali convenzionalmente utilizzati per valutare la fisiologia del sonno. E’ emerso che dopo i 2 anni di vita il sonnellino pomeridiano può essere controproducente proprio rispetto al sonno notturno in quanto si associa a un inizio più tardivo della sua induzione del sonno notturno e a una sua minore durata e qualità. I ricercatori sottolineano una grande variabilità individuale nei risultati osservati (del resto ogni mamma sa che nessun bambino è uguale a un altro) per cui non ritengono che questa indicazione debba diventare una regola, ma nello stesso si chiedono se sia davvero necessario imporre ai bambini in età prescolare il sonnellino pomeridiano, tanto inviso alla maggior parte di loro.

 

Thorpe K, Staton S, et al. Napping, development and health from 0 to 5 years: a systematic review. Arch Dis Child 2015; doi: 10.1136/archdischild-2014-307241.

 


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