Afferra la cima

Recensione Libro

Non molto tempo fa, sulle testate online e sui social, ha avuto ampia diffusione la foto di un cartellone realizzato da una maestra elementare di Riccione. Qui erano segnati i nomi di tutti i bambini della classe e il compito attribuito a ciascuno nell’eventualità che il compagno affetto da epilessia avesse una crisi: un’iniziativa semplice ma importantissima per far sì che una malattia come l’epilessia appunto non generi allontamento e spavento nei bambini ma piuttosto aiuto e coinvolgimento solidale, base feconda per la costruzione di una scuola e di una società più accogliente e inclusiva. Ma cos’è che rende un’iniziativa come questa tanto preziosa quanto insolita? Il fatto che ai bambini sia stato spiegato, con parole a loro adatte, che cosa accadeva al compagno e perché: condizione necessaria affinché essi potessero contribuire in maniera davvero attiva, corretta e consapevole ad accogliere ed alleviare una sua eventuale crisi.

Ecco, da una considerazione analoga – il dovere, cioè, di spiegare le cose ai bambini e il loro diritto di conoscerle anche quando appaiono spaventose  o distanti – nasce la collana Uniti per crescere di cui la casa editrice Lapis ha recentemente preso il testimone dall’editore Kite. E proprio da quell’episodio riccionese pare aver preso le mosse l’autore Lugi Dal Cin che nel volume Afferra la cima racconta di Sofia e delle sue crisi ma anche di come i suoi compagni decidono di attivarsi per aiutarla quando queste ultime si verificano. L’idea di dividersi i compiti e mettere in campi piccole ma preziose azioni per far sentire accolta e sostenuta Sofia durante e dopo le sue crisi viene alla classe dopo che Sofia ha il coraggio e la forza di condividere con i compagni come si sente quando una crisi la travolge e dopo che la maestra aggiunge al racconto di Sofia una spiegazione scientifica a misura di bambino. L’iniziativa solidale che chiude il racconto nasce cioè dall’aver offerto ai bambini un coinvolgimento emotivo e una rappresentazione rigorosa della malattia, così da renderla più vicina e familiare anche a chi non la sperimenta sulla propria pelle.  Efficacissima, in questo senso, la metafora marittima scelta dall’autore per esprimere la tempesta che travolge Sofia e, come lei, tutti i bambini che vivono le crisi epilettiche, sottolineando come una cima che venga gettata necessiti certo di un braccio che la lanci ma soprattutto di uno (o più) che la afferri.

Arricchito dalle tavole sempre fortissime e dense, pur nella loro essenzialità, di Chiara Carrer, Afferra la cima abita come e forse più dei volumi precedenti uno spazio a cavallo tra divulgazione e fiction: uno spazio ibrido che non nasconde e non camuffa l’intento informativo ma fa in modo che questi trovi una misura adatta al pubblico dei giovanissimi e che trovi in una cornice narrativa uno slancio prezioso per risuonare in loro.


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Tipo di disabilità


Descrizione del supporto

Formato: A4
Forma delle pagine: Regolare
Presenza di dispositivi per aiutare a sfogliare le pagine: No
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Multimedia: No

Descrizione del contenuto

Ambiente prevalente:  Scolastico
Personaggi:  Persone
Complessità della storia: 1 su 5

Descrizione del testo scritto

Presenza del testo: Si

Descrizione delle immagini

Presenza di immagini: Si
Rapporto spaziale con il testo: Separate dal testo
Colore: A colori