Giochiamo con le stagioni

Recensione Libro

Coltivare pratiche narrative e di lettura con bambini colpiti da una disabilità che ne condiziona fortemente l’attenzione e la comprensione può risultare faticoso e complesso, prima di tutto per i bambini stessi e in secondo luogo per chi di loro si occupa. Per questo la pubblicazione di materiali diversificati, anche se privi della forma standard di libro, costituisce spesso una buona notizia e apre delle possibilità altrimenti considerate precluse.

È il caso di Giochiamo con le stagioni edito da Puntidivista: un set composto da due leporelli in cartoncino sottile corredati da diverse figure in feltro che su di essi, a piacere, possono essere attaccate per creare scenari narrativi stimolanti

Ogni leporello è illustrato da entrambi i lati, ciascuno dei quali è dedicato a una diversa stagione. Aperti nella loro lunghezza, i leporelli mostrano uno sfondo che si ripete sempre identico negli elementi chiave – un orto, un trattore, una casa, due alberi e un cespuglio, un bambino, un laghetto e delle montagne in lontananza – ma si caratterizza per una serie di dettagli che evocano una specifica stagione – elementi climatici, colori e prodotti della natura, animali, indumenti e via dicendo. In questo modo si offre al bambino tutta una serie di punti di riferimento e di elementi di prevedibilità che risultano particolarmente apprezzabili da parte di bambini con autismo ma che più in generale possono essere molto efficaci  per un lavoro sulla ciclicità della natura con qualunque bambino in età prescolare .

Disseminati sullo sfondo sono poi presenti dei pezzetti di feltro che consentono di attaccare gli elementi mobili, rendendo così viva la scena e incentivando la creazione e/o la condivisione di piccole soluzioni narrative. Le fragole che crescono, che possono essere messe nel cestino e magari guastate a bordo del camper; il cavallo che galoppa nel recinto, lo salta e se ne va a rosicchiare le mele cadute dall’albero, il pupazzo di neve che viene prima costruito e poi vestito, per esempio, sono solo alcune delle semplici sequenze narrative che possono fare  leva sugli elementi di volta in volta attaccati sul foglio. Ogni scena può essere resa più o meno complessa e più o meno verosimile (se non è la verosimiglianza a interessarmi, posso decidere di attaccare le fragole sull’albero invernale o far finire una barca nell’orto) in base alle esigenze e ai desideri del bambino.

Giochiamo con le stagioni riprende in questo i punti di forza di altri prodotti interessanti della casa editrice Puntidivista, come i quiet book Oggi vado e Oggi divento. La trasformabilità delle pagine, il coinvolgimento attivo del lettore, la manipolabilità degli elementi e il gioco accorto tra ripetizione e cambiamento risultavano infatti particolarmente efficaci nei libri attivi in feltro e tali risultano anche qui, soprattutto nell’ottica di coinvolgere e sollecitare quei bambini che più di altri faticano a seguire o sviluppare un pensiero narrativo.

Versatile, maneggevole e stimolante, Giochiamo con le stagioni è a suo modo un libro-gioco che vale la pena conoscere e sperimentare perché nella sua semplicità offre numerose possibilità di utilizzo.


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Accessibilità del volume

Accessibilità secondaria:  Disabilità visiva

Descrizione del supporto

Formato: A4
Materiale di base:  Carta plastificata
Forma delle pagine: Regolare
Presenza di dispositivi per aiutare a sfogliare le pagine: Si
Presenza di elementi mobili: No
Presenza di elementi staccabili: Si
Multimedia: No

Descrizione del contenuto

Ambiente prevalente:  Naturale
Complessità della storia: 2 su 5
Complessità della storia descrizione: Il libro non propone una storia ma uno scenario che si trasforma e gli elementi necessari per animarlo con delle storie inventate da e con il lettore.

Descrizione del testo scritto

Presenza del testo: No

Descrizione delle immagini

Presenza di immagini: Si
Colore: A colori
Tipo di immagini: tattili
Complessità delle immagini: 2 su 5
Complessità immagini descrizione: Sagome semplici di feltro, ben riconoscibili alla vista (e parzialmente al tatto)